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Piccola guida per capirci qualcosa
Ne abbiamo sentite di tutti i colori. Che dovremo tenerci l’umido puzzolente in casa, che il nuovo servizio costa di più, che non si dicono le bugie, che facciamo dei favori politici, che siamo degli incompetenti, che “era meglio prima...”, che “è solo questione di abitudine”, che ci arriverà la “busta verde”, che a Porcia siamo bravissimi nella raccolta differenziata, che siamo pessimi nella raccolta differenziata, che finiremo per buttare anche noi la spazzatura in autostrada, che il cittadino è come un cane da ammaestrare, che facciamo regali di Natale milionari agli amici....
Sfatiamo qualche bufala e facciamo il punto con Giuseppe Moras (assessore all’ambiente), Giuseppe Santarossa, (consigliere della II commissione Ambiente) e Chiara Da Giau (consigliere regionale) su quello che ciascuno di noi deve sapere sui rifiuti a Porcia per sopravvivere a giornali e social network.
1.Innanzitutto, perchè dobbiamo cambiare?
Giuseppe MORAS: Quando un appalto è in scadenza, e il nostro appalto con l'azienda SNUA scadeva il 31 dicembre 2016, ogni amministrazione pubblica sceglie, nel rispetto del Codice degli Appalti quale strada seguire. Come PD fin dalla campagna elettorale abbiamo rivendicato l’opportunità, se avessimo vinto, di affrontare il tema rifiuti in maniera differente da chi ci aveva proceduti, investendo sulla raccolta porta a porta, che è il servizio che dà i migliori risultati in termini di qualità e quantità dei rifiuti. Non sarebbe stato comunque possibile continuare con il sistema attuale perché gli impianti di recupero devono ricevere il materiale già separato per tipologia. Il sistema attuale è comodo, ma non è sostenibile e non è responsabile. Come cittadini, dobbiamo andare verso una maggiore coscienza della quantità di rifiuti che produciamo e di come li smaltiamo. Secondo la lega Nord questo vuol dire “ammaestrare i cittadini come i cani”, noi crediamo invece sia una conquista civica che gli abitanti di Porcia possono vincere e un impegno per le future generazioni ed un insegnamento a sprecare di meno.
Quella delle opposizioni è cecità politica. Niente si legge nei loro programmi: nel programma di Forza Italia non ricorre mai la parola “rifiuti”, in quello della Lega Nord si afferma che è tutto perfetto, in quello del Movimento 5 stelle, si reclamano più cassonetti in strada. In quello del Pd e di Porcia Bene Comune, invece, ci eravamo posti obiettivi ambiziosi, promettendo che avremmo avviato percorsi più virtuosi nell’ambito della raccolta e della produzione dei rifiuti. Con l’approvazione dell’affidamento ad Ambiente Servizi nel dicembre 2016, e il passaggio ad un sistema di raccolta che separa il rifiuto all’origine e introduce il sistema del porta a porta abbiamo fatto il primo passo indispensabile in questa direzione.
2.L’opposizione sostiene che l’attuale sistema garantisce l’85% di differenziata. Se così fosse, non è un buon sistema?
Giuseppe SANTAROSSA: Abbiamo attuato una raccolta multi materiale che ci garantiva sulla carta buoni risultati ma non la qualità. Nel concreto, in quell’85% non si teneva conto del rifiuto non riciclabile che veniva conferito nel multi-materiale e su cui non abbiamo nessun dato e che impegnava energie e quindi costi per separarlo. E’ in pratica un dato falsato che soddisfa l’ex vicesindaco De Crignis ma non chi vuole andare a fondo del problema.
Le opposizioni sostengono che la raccolta differenziata non debba essere un onere a carico del cittadino ma debbano farla gli impianti. Questi però hanno una loro efficienza di separazione, che comporta un risultato più povero come qualità se effettuata su multimateriale. Per fare un esempio, un impianto con l’80% di efficienza produrrà da multimateriale un separato con purezza dell’80%, ma se la separazione viene fatta anche a priori dai cittadini, facendo giungere in impianto un rifiuto puro (ad esempio) al 70%, il risultato della separazione sarà un rifiuto con il 94% di purezza. In aggiunta, oltre a separare molto meglio il materiale, la purezza del rifiuto risultante ne fa aumentare il valore di vendita, e ridurre quindi il costo netto di smaltimento a carico del comune.
3.Nel 2017 cosa cambierà nel concreto?
Giuseppe MORAS: Nei primi due mesi resterà tutto uguale; durante questo periodo si faranno incontri informativi per spiegare il nuovo servizio. Poi, spariranno dalla strada 400 cassonetti del multimateriale spesso usati impropriamente. Ci verranno invece forniti fino a tre bidoni (uno per la carta, uno per il secco ed eventualmente uno per il verde) che metteremo in strada ogni 2 settimane con alcune ottimizzazioni. Saranno dotati di gps e di codice a barre. Umido e vetro verranno raccolti come oggi sui contenitori in strada. (V. schema allegato)
4.E’ più impegnativo....almeno costa meno?
Giuseppe SANTAROSSA: Le opposizioni non hanno la responsabilità di dover gestire un cambiamento che era inevitabile, e lasciano intendere che si poteva continuare come siamo abituati e che noi siamo quelli che vogliono complicare la vita della gente. Ma onestamente, si può dire più impegnativo perchè ci costringe a separare la carta dalla plastica, o portar fuori i contenitori riempiti o ancora ci aiuta a tenere in ordine i rifiuti che produciamo?! Io non credo proprio. Non può essere neanche una questione di costo: dovremo differenziare veramente per noi stessi e per le future generazioni, senza che questo passi come “lavorare al posto degli impianti di smaltimento” come ho sentito dire da alcuni irresponsabili esponenti politici. Il servizio di raccolta costerà di più perché ad ogni passaggio bisognerà svuotare almeno 6.000 contenitori invece dei 400 di prima, ma è anche vero che lo smaltimento costerà di meno perché i rifiuti saranno separati all’origine, cioè in casa. Complessivamente infatti il costo per i cittadini per il 2017 sarà di circa 50 mila euro l’anno in meno. E se ci mettiamo d’impegno, producendo meno rifiuti, saremo noi negli anni ad abbassarci la bolletta. Ora avremo gli strumenti per farlo: cassonetti domestici (e condominiali) piccoli e puliti, una applicazione per lo smartphone e un servizio di call center che risolverà i dubbi sul corretto conferimento, piuttosto che la distribuzione gratuita di sacchetti di ammendante compostato gratuito, un magazine informativo su carta due volte l’anno, laboratori didattici sui temi ambientali nelle scuole.
5.Perché è nata tutta questa polemica?
Giuseppe MORAS: La polemica è nata solo perché abbiamo scelto il nuovo gestore, ovvero Ambiente Servizi, con il cosiddetto “affidamento inhouse”, che permette a un Comune di affidarsi alla società interamente pubblica di cui possiede le quote. Questo si può fare se l’offerta è comprovata essere congrua e la relazione che deve essere predisposta dagli uffici, che se ne assumono anche la responsabilità, hanno comprovato proprio questo.
Abbiamo scelto questa strada per molteplici motivi: le condizioni di svolgimento del servizio pubblico a mezzo di A&S sono indubbiamente migliorative, sia sotto il profilo economico sia della qualità, in considerazione dell’integrazione con i servizi pubblici svolti nei comuni limitrovi, delle analisi di dati nazionali e regionali, dell’analisi dei piani finanziari, dello sforzo aziendale verso i fattori di welfare, delle componenti di costo, di flessibilità organizzativa, e di servizi aggiuntivi. Il confronto con i costi medi unitari di altre realtà attesta l’economicità del servizio e la congruità dell’offerta motivata.
6.Dunque cosa vi viene contestato?
Giuseppe SANTAROSSA: Di non essere andati in gara, ma come sancito dal Tar della Lombardia lo scorso maggio, l’affidamento in house costituisce “un modo di gestione ordinario dei servizi pubblici alternativo rispetto all’affidamento mediante selezione pubblica, per cui non costituisce un’eccezione alla regola”.
Ma fatto più grave, le opposizioni ci accusano di essere quello che è di moda dire oggi di chi governa: che fa i propri interessi o alla meglio che è un incapace. Tutte le forze di opposizione, e in particolare il Movimento 5 stelle, sostengono infatti che l’affidamento ad AS sia motivato da ragioni politiche, poiché il presidente di Ambiente Servizi è stato un politico di centro sinistra: accuse gravissime, al limite dell’ingiuria, e che offendono l’impegno di tutti noi della maggioranza. Vogliamo ricordare che il presidente è stato rieletto per un altra tornata all'unanimità dai sindaci tra cui si annoverano i Sindaci di Centro Destra di Sacile, Brugnera, Pasiano, Fiume Veneto, Valvasone, Spilimbergo.
7.Ma è vero o no che avete ricevuto un’offerta dall’attuale gestore e che l’avete ignorata?
Giuseppe MORAS: Le opposizioni dicono che abbiamo ignorato due offerte economicamente più vantaggiose (e dimenticano che l'offerta economicamente più vantaggiosa si basa sul rapporto qualità/prezzo e non solo sul prezzo). Ma è falso, la prima comunicazione di SNUA non era un’offerta accoglibile in quanto non c'era un bando di gara aperto, e perché non soddisfaceva il servizio che volevamo (non proponeva il porta a porta per esempio). Le opposizioni lasciano velatamente intendere che anche nel campo di affidamenti così ingenti offerte del genere possono essere accettate, e chiedere “preventivi” sia altrettanto lecito e di buon senso ma il codice degli appalti lo esclude. Quella comunicazione, al più, ci ha permesso di valutare ancora meglio la proposta di Ambiente Servizi e a questo si è ridotta la sua sua utilità.
Nella sua seconda comunicazione al Comune (che non rappresenta un’offerta formale), SNUA, si limita a dichiarare che nelle comunità montana il costo abitante è di 85 euro anno ma non che quello sarebbe il costo di una eventuale gara. Non dimentichiamoci infatti che il buon prezzo strappato dai Comuni della Comunità Montana è da mettere in relazione anche e soprattutto con il fatto che la gara aveva un valore di 27 milioni e quindi lo sconto che le ditte hanno proposto, SNUA compresa, è da ritenersi sicuramente più alto che in altri casi. Inoltre, per quella comunità, la produzione di rifiuti pro capite è inferiore di circa il 10% rispetto a quella di Porcia. Un paragone quindi che non ci sta proprio, in quanto non adeguatamente contestualizzato.
Le opposizioni fanno dunque una grave disinformazione pubblicando la due lettere della ditta SNUA senza alcun commento e confronto dell'offerta di Ambiente servizi e dicendo che noi aumentiamo il costo del servizio, che invece è inferiore rispetto all’attuale, unico metro di confronto reale. Ripeto quindi che il costo pagato dai cittadini e attività di Porcia nel 2015 (ultimo dato a consuntivo) è stato di Euro 1.470.813,14 mentre di Ambiente Servizi a parità di rifiuti prodotti sarà di Euro 1.421.631,02
Difficile contestare questo dato o negare che faccia la differenza. La perseveranza con cui oggi Snua, vistasi messa alle strette è stata disposta a fare due comunicazioni con l'intento di dimostrare che potevano far pagare ai cittadini di Porcia meno di quello che ci hanno fatto pagare fino ad ora fa venire il dubbio che negli ultimi tre anni l'amministrazione Turchet avrebbe potuto farci risparmiare fino a 270 mila euro. Questo, se solo la giunta di centro destra nel 2013 avesse rinegoziato le condizioni per l’affidamento della gestione del servizio. Cosa che non fece e che il PD denunciò con una interrogazione in consiglio comunale.
8.Perché, come sostiene il consigliere De Crignis, non è stato prorogato a Snua almeno fino a quando, nel 2018 non entrerà in vigore il gestore unico di acqua e rifiuti previsto dalla normativa regionale?
Chiara DA GIAU: In effetti quella di prorogare gli affidamenti dei servizi era una pratica in voga nella passata amministrazione (Una proroga è stata deliberata addirittura in una giunta convocata alle ore 12,00 del 31 dicembre del 2009: possibile che non avessero avuto il tempo prima di fare una gara invece che rinnovare un servizio l'ultimo dell'anno?) ed il consigliere De Crignis forse ne ha nostalgia. Come consiglieri di opposizione all’epoca più volte abbiamo contestato tale pratica. Soprattutto quando prorogarono l’incarico senza negoziare alcuna condizione migliorativa né in termini tecnici né in termini economici.
Credo che l’attuale amministrazione, scegliendo l’affidamento in house rispetto ad una semplice proroga tecnica, abbia voluto dare un’indicazione precisa del proprio orientamento in vista della piena entrata in vigore dell’AUSIR (autorità unica per i servizi idrico e dei rifiuti regionale). Dal 2018 sarà infatti l’autorità regionale che provvederà ad individuare il gestore del servizio a livello provinciale che dovrà essere unico. Lo potrà fare, tenuto conto delle indicazioni delle amministrazioni locali e della situazioni, o indicendo una gara o ricorrendo ad un incarico in house. È come se Porcia avesse già espresso il suo parere. Del resto anche molte forze dell’opposizione hanno sempre da un lato sostenuto la gestione pubblica dei servizi essenziali e dall’altra il timore che arrivassero sul territorio grandi aziende private da fuori regione.
Sotto questo punto di vista, il territorio pordenonese, più che altri in regione, è molto vulnerabile perché sconta una notevole frammentazione dei gestori che rende ciascuno più debole nell’affrontare il mercato e la sua complessità odierna.
9.Le opposizioni hanno promesso che faranno dei ricorsi. Quali saranno le conseguenze?
Giuseppe MORAS: La linea dello scontro e del ricorso è la linea che le opposizioni a Porcia hanno scelto per confrontarsi sul tema dei rifiuti. Aspettiamo fiduciosi il risultato di questi ricorsi sereni di aver agito nella legalità e al contempo disapprovando quel modo di fare politica senza la disponibilità al confronto sui contenuti di questo appalto sulla gestione dei rifiuti urbani. Siamo convinti che aver scelto di affidarci a una società interamente pubblica e su cui esercitiamo un controllo totale assieme ad altri 22 Comuni della Provincia di Pordenone sia, non solo legittimo, ma opportuno nei tempi che corrono.
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