Nella notte di qualche giorno fa, ignoti hanno danneggiato l’auditorium di Villa Correr Dolfin, spaccando una parete in cartongesso e devastando l’interno della stanza. Pochi giorni prima erano stati infranti tutti i vetri del magazzino della Pro Porcia accanto ai bagni pubblici.

Si tratta di episodi preoccupanti  che ci interrogano non solo sul piano della sicurezza, ma anche sul malessere che sta attraversando una parte dei nostri giovani. Davanti a questo disagio, la risposta del Comune appare del tutto insufficiente e sbilanciata: si pensa solo a forme di controllo, come il ‘controllo del vicinato’, senza proporre alcuna iniziativa educativa o sociale.

Nel corso dell’ultima comunicazione istituzionale, il Sindaco ha indicato tra le priorità il disagio giovanile e l’abbandono dei rifiuti, ma sul primo tema non è stata annunciata alcuna misura concreta. Nessuna menzione di percorsi formativi, spazi di ascolto, dialogo intergenerazionale o luoghi di aggregazione. Eppure, esempi virtuosi non mancano: a Pordenone è stato inaugurato da pochi giorni l’HUB 381, uno spazio dedicato al benessere psicologico degli adolescenti, nell’ambito della campagna ‘Non sono emergenza’. Un’iniziativa sostenuta da Comune, ASFO, FAI, ACLI, Opera Sacra Famiglia e numerose scuole. Porcia potrebbe aderire a questo progetto o promuoverne uno proprio, coinvolgendo le realtà educative e culturali del territorio.

Come Partito Democratico riteniamo che la politica debba fornire strumenti concreti e opportunità di crescita ai giovani, non limitarli al ruolo di sorvegliati speciali. Le telecamere e i presìdi non bastano se non c’è anche un investimento nelle relazioni, nell’ascolto e nel protagonismo giovanile. Di fronte a vandalismi che si ripetono, non possiamo solo indignarci: dobbiamo agire. Il nostro gruppo consiliare si farà promotore di proposte su questo fronte, con l’obiettivo di costruire risposte condivise e durature.

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