default_mobilelogo

La vera sorpresa sarebbe stata se si fosse stata ressa all'asta per l'area delle ex scuole di via Roma. Immaginiamo  che l'ottimismo dell'amministrazione sia solo la facciata esterna e che un sano realismo alberghi invece nei nostri amministratori.
La partita della realizzazione del polo scolastico, già di suo difficile, si complica ulteriormente.


Ben che vada bisognerà   abbassare   il   prezzo   di   partenza   ma   anche   così,   salvo   che   non   ci   siano abboccamenti "non ufficiali" a latere, non è scontato che, di questi tempi, ci siano imprese disposte ad immobilizzare cifre così consistenti in attesa che il mercato immobiliare riparta. Anche se dovesse ripartire, Porcia stessa registra notevole invenduto.

In ogni caso mancherebbero risorse alla realizzazione anche solo di una parte dell'improvvido faraonico progetto del polo. E in che cosa sarebbe nuovamente ridotto? Già la costruzione dell'ala che avrebbe dovuto ospitare le materne e dare all'Istituto comprensivo la possibilità di aprire le   sezioni primavera, (uno delle poche motivazione a sostegno dell'opera) era esclusa dalla prima realizzazione e destinata probabilmente a restare solo un progetto sulla carta. Toccherà alla palestra essere ora stralciata? Non possiamo poi nascondere che con la nuova disciplina imposta dal patto di stabilità l'investimento sul polo potrebbe bloccare qualsiasi altra opera nel comune.

Miopia dell'amministrazione che ha voluto procedere in questi 8 anni per una strada cocciuta, senza mai considerare il mutare delle condizioni socioeconomiche a contorno. E che ha accelerato l'iter solo in funzione elettorale: nonostante il polo scolastico sia la sua priorità fin da prima delle elezioni del 2009, solo nel 2010 è stato fatto un progetto preliminare che ha permesso di scoprire che il costo non era di 4,5 milioni (quelli indicati nel piano delle opere pubbliche 2012/2014 approvato a marzo dell’anno scorso) ma più del doppio. Quasi 10 milioni. Nel frattempo anche la ricerca delle risorse è rimasta “al palo”: solo quest’anno (contando sul fatto che è anno di elezioni per la regione) si cerca con qualche determinazione di ottenere qualche contributo dalla regione, mentre quelli promessi dalla provincia sono saltati. E solo adesso, nel momento peggiore della crisi, si cerca di vendere l’immobile.

L'agire dell'amministrazione ci sta ponendo in una condizione in cui qualsiasi scelta alternativa comporta ormai un danno od una rinuncia pesante per la comunità.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to Twitter
Condividi
Commenta