Nel dibattito pubblico e nella stessa presentazione del piano del traffico si è parlato quasi esclusivamente delle modifiche previste per il centro storico di Porcia. Leggendo attentamente la documentazione, però, emerge che la variante contiene indicazioni e modifiche rispetto alla versione del 2012, anche su altri nodi viari del territorio, tra cui l’intersezione tra via Gabelli, via Zuccolo e via Pedron a Rorai Piccolo.
Il problema di quell’incrocio è noto da anni e le preoccupazioni dei residenti, portate all’attenzione dell’amministrazione in più occasione e, recentemente, anche con una petizione, sono fondate. Nessuno mette quindi in discussione la necessità di intervenire. Quello che contestiamo è il metodo con cui la questione viene affrontata all’interno della variante.
Parliamo di uno dei nodi viari più delicati della frazione, eppure nella variante al Piano del Traffico troviamo soltanto un breve riferimento all’ipotesi di introdurre l’obbligo di svolta a destra come soluzione immediata e rimandando ad un futuro non identificato la costruzione di una rotonda. Anche in questo caso, come per gli interventi in centro storico, non c’è traccio di una simulazione di come varierebbero i flussi sulle diverse arterie. Ci si limita a dire che l’introduzione delle sole svolte a destra evitando gli attraversamenti diretti, è la soluzione migliore per risolvere le criticità degli incroci pericolosi. In termini generali questo è vero, ma nello specifico quanto proposto comporterebbe un consistente aumento del traffico su via Gabelli nel tratto a sud dell’incrocio. Tutte le auto provenienti da via Zuccolo dirette verso la Pontebbana, la percorrerebbero infatti fino alla rotatoria con via Cartiera e poi nuovamente verso nord. Non è il massimo aumentare il traffico in prossimità della scuola specie all’orario di ingresso.
Per contro le auto provenienti da zona Zuccolo e Vallada, potrebbero trovare più conveniente raggiungere la Pontebbana da via Roma, dove già il traffico al mattino non è scorrevole. Insomma, vanno contemperate necessità e conseguenze con un livello si approfondimento maggiore di quello che ci sembra essere stato applicato. Anche in questo caso serve lavorare coi numeri non con le soluzioni teoriche.
Se l’amministrazione ritiene che quel nodo rappresenti una criticità, come molti cittadini sostengono da tempo, allora gli dedichi uno studio approfondito e apra un confronto specifico con i residenti, come fatto con quelli del centro storico. Due righe inserite all’interno di una variante che concentra gran parte della propria attenzione sul centro storico non offrono le garanzie necessarie per individuare una soluzione efficace e condivisa.
